ETICA

 

CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA:

Il Codice di Deontologia Medica contiene principi e regole che il medico-chirurgo e l’odontoiatra, iscritti agli albi professionali dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, di seguito indicati con il termine di medico, devono osservare nell’esercizio della professione.
Il comportamento del medico anche al di fuori dell’esercizio della professione, deve essere consono al decoro e alla dignità della stessa, in armonia con i principi di solidarietà, umanità e impegno civile che la ispirano.
Il medico è tenuto a prestare la massima collaborazione e disponibilità nei rapporti con il proprio Ordine professionale.
Il medico è tenuto alla conoscenza delle norme del presente Codice e degli orientamenti espressi nelle allegate linee guida, la ignoranza dei quali, non lo esime dalla responsabilità disciplinare. Il medico deve prestare giuramento professionale.

 

 

 

CONSENSO INFORMATO A PROCEDURA DI CORONAROGRAFIA, IMAGING CORONARICO E PROCEDURE DI INTERVENTISTICA CORONARICA:

La coronarografia consiste nella visualizzazione con il mezzo di contrasto delle arterie coronarie, che sono i vasi che portano il sangue ossigenato al cuore. Viene indicata quando vi è un’elevata probabilità clinica che tali vasi siano significativamente ostruiti da placche prevalentemente formate da colesterolo (tipico dolore al torace da sforzo, esami strumentali alterati, etc). Viene effettuata generalmente attraverso l’arteria femorale a livello dell’inguine o l’arteria radiale a livello dell’avambraccio. Si effettua in anestesia locale, in rarissimi casi può rendersi necessaria un’anestesia totale.
Attraverso tali arterie viene inserito un catetere che si fa procedere fino all’origine della coronarie, si inietta il mezzo di contrasto e si evidenziano quindi gli eventuali restringimenti. Il cateterismo cardiaco completa spesso la coronarografia e consiste nell’introduzione di cateteri nelle cavità cardiache con misurazioni di pressioni e visualizzazione delle dimensioni e della funzionalità della camere, attraverso iniezione del mezzo di contrasto (ventricolografia).
L’aortografia si effettua con iniezione del mezzo di contrasto in aorta ed ha lo scopo di rilevare dimensioni, eventuali lesioni della parete del vaso e la funzionalità della valvola aortica.
L’angioplastica coronarica(PTCA) consiste nella dilatazione dei punti ristretti della coronarie, schiacciando con un palloncino la placca nella parete. Tale palloncino viene portato nel punto con un catetere ristretto attraverso un sottilissimo fili metallico (filo guida). Nella maggior parte dei casi si completa la procedura con l’impianto di stent, che è una retina metallica che viene inserita nel contorno interno del vaso con il gonfiaggio del pallone sul quale è montata. In alcuni casi, se sussiste un dubbio riguardo il grado del restringimento del vaso o l’eventuale coinvolgimento di un piccolo ramo secondario, si procede all’esecuzione di una ecografia intravascolare (IVUS). La procedura consiste nell’introdurre un piccolo catetere, su cui è montata una sonda ecografica, all’interno dell’arteria per poter valutare direttamente dall’interno il grado del restringimento, la composizione della placca (soft, calcifica o fibrosa) e la presenza di vasi secondari coinvolti dalla placca stessa. In caso di stent impiantati in precedenti interventi, si può effettuare una tomografia a coerenza ottica (OCT), che è come una micro TAC ad infrarossi. L’esame consiste in un piccolo catetere introdotto nell’arteria interessata per valutare il corretto posizionamento degli stent coronarici e i processi di guarigione del vaso dopo le procedure interventistiche.
Sia la coronarografia che l’angioplastica vengono indicate quando il beneficio potenziale di tali procedure supera il rischio insito nelle procedure stesse (vd oltre rischi). Durante le procedure vengono somministrati dei farmaci e, raramente e nei più gravi, può rendersi necessario il posizionamento di un pacemaker temporaneo, o di un contropulsatore aortico (dispositivo meccanico che ha lo scopo di migliorare la circolazione generale e degli organi vitali (cuore, cervello, rene).
Nei casi in cui non è indicata la PTCA ( malattia coronarica diffusa, procedura tecnicamente non effettuabile, etc ) può essere proposto l’intervento di bypass aortocoronarico, che consiste in un intervento chirurgico a torace aperto, in cui si inseriscono dei ponti con vasi arteriosi (arteria mammaria) e/o venosi prelevati dalla gamba, che dall’aorta portano il sangue direttamente a valle del punto ristretto.

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CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA:

Il Codice di Deontologia Medica contiene principi e regole che il medico-chirurgo e l’odontoiatra, iscritti agli albi professionali dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, di seguito indicati con il termine di medico, devono osservare nell’esercizio della professione.
Il comportamento del medico anche al di fuori dell’esercizio della professione, deve essere consono al decoro e alla dignità della stessa, in armonia con i principi di solidarietà, umanità e impegno civile che la ispirano.
Il medico è tenuto a prestare la massima collaborazione e disponibilità nei rapporti con il proprio Ordine professionale.
Il medico è tenuto alla conoscenza delle norme del presente Codice e degli orientamenti espressi nelle allegate linee guida, la ignoranza dei quali, non lo esime dalla responsabilità disciplinare. Il medico deve prestare giuramento professionale.

 

 

 

CONSENSO INFORMATO A PROCEDURA DI CORONAROGRAFIA, IMAGING CORONARICO E PROCEDURE DI INTERVENTISTICA CORONARICA:

La coronarografia consiste nella visualizzazione con il mezzo di contrasto delle arterie coronarie, che sono i vasi che portano il sangue ossigenato al cuore. Viene indicata quando vi è un’elevata probabilità clinica che tali vasi siano significativamente ostruiti da placche prevalentemente formate da colesterolo (tipico dolore al torace da sforzo, esami strumentali alterati, etc). Viene effettuata generalmente attraverso l’arteria femorale a livello dell’inguine o l’arteria radiale a livello dell’avambraccio. Si effettua in anestesia locale, in rarissimi casi può rendersi necessaria un’anestesia totale.
Attraverso tali arterie viene inserito un catetere che si fa procedere fino all’origine della coronarie, si inietta il mezzo di contrasto e si evidenziano quindi gli eventuali restringimenti. Il cateterismo cardiaco completa spesso la coronarografia e consiste nell’introduzione di cateteri nelle cavità cardiache con misurazioni di pressioni e visualizzazione delle dimensioni e della funzionalità della camere, attraverso iniezione del mezzo di contrasto (ventricolografia).
L’aortografia si effettua con iniezione del mezzo di contrasto in aorta ed ha lo scopo di rilevare dimensioni, eventuali lesioni della parete del vaso e la funzionalità della valvola aortica.
L’angioplastica coronarica(PTCA) consiste nella dilatazione dei punti ristretti della coronarie, schiacciando con un palloncino la placca nella parete. Tale palloncino viene portato nel punto con un catetere ristretto attraverso un sottilissimo fili metallico (filo guida). Nella maggior parte dei casi si completa la procedura con l’impianto di stent, che è una retina metallica che viene inserita nel contorno interno del vaso con il gonfiaggio del pallone sul quale è montata. In alcuni casi, se sussiste un dubbio riguardo il grado del restringimento del vaso o l’eventuale coinvolgimento di un piccolo ramo secondario, si procede all’esecuzione di una ecografia intravascolare (IVUS). La procedura consiste nell’introdurre un piccolo catetere, su cui è montata una sonda ecografica, all’interno dell’arteria per poter valutare direttamente dall’interno il grado del restringimento, la composizione della placca (soft, calcifica o fibrosa) e la presenza di vasi secondari coinvolti dalla placca stessa. In caso di stent impiantati in precedenti interventi, si può effettuare una tomografia a coerenza ottica (OCT), che è come una micro TAC ad infrarossi. L’esame consiste in un piccolo catetere introdotto nell’arteria interessata per valutare il corretto posizionamento degli stent coronarici e i processi di guarigione del vaso dopo le procedure interventistiche.
Sia la coronarografia che l’angioplastica vengono indicate quando il beneficio potenziale di tali procedure supera il rischio insito nelle procedure stesse (vd oltre rischi). Durante le procedure vengono somministrati dei farmaci e, raramente e nei più gravi, può rendersi necessario il posizionamento di un pacemaker temporaneo, o di un contropulsatore aortico (dispositivo meccanico che ha lo scopo di migliorare la circolazione generale e degli organi vitali (cuore, cervello, rene).
Nei casi in cui non è indicata la PTCA ( malattia coronarica diffusa, procedura tecnicamente non effettuabile, etc ) può essere proposto l’intervento di bypass aortocoronarico, che consiste in un intervento chirurgico a torace aperto, in cui si inseriscono dei ponti con vasi arteriosi (arteria mammaria) e/o venosi prelevati dalla gamba, che dall’aorta portano il sangue direttamente a valle del punto ristretto.