MEDICINA INTERNA · PREVENZIONE CARDIOMETABOLICA

Sindrome metabolica

Quando adiposità addominale, glicemia, lipidi e pressione arteriosa aumentano insieme il rischio.

Una costellazione di fattori, non una singola malattia

La sindrome metabolica descrive l’associazione di alterazioni metaboliche e cardiovascolari che tendono a presentarsi insieme: adiposità addominale, pressione elevata, trigliceridi elevati, colesterolo HDL ridotto e alterazioni della glicemia. Il concetto è utile per riconoscere persone che necessitano di una valutazione globale, ma non sostituisce la diagnosi delle singole condizioni né una stima individuale del rischio cardiovascolare.

Come viene riconosciuta

Secondo una definizione armonizzata ampiamente utilizzata, la presenza di almeno tre dei cinque componenti identifica la sindrome: circonferenza vita aumentata secondo soglie specifiche per popolazione; trigliceridi almeno 150 mg/dL o trattamento specifico; HDL inferiore a 40 mg/dL nell’uomo o 50 mg/dL nella donna o trattamento specifico; pressione almeno 130/85 mmHg o terapia antipertensiva; glicemia a digiuno almeno 100 mg/dL o trattamento per iperglicemia. Le soglie della circonferenza vita dipendono dalla popolazione di riferimento. Questi criteri descrittivi non coincidono con le soglie diagnostiche dell’ipertensione arteriosa.

Il ruolo dell’adiposità viscerale

Il tessuto adiposo viscerale è metabolicamente attivo e si associa frequentemente a insulino-resistenza, alterazioni dei lipidi e infiammazione cronica di basso grado. Il peso corporeo da solo non esaurisce la valutazione: distribuzione del grasso, circonferenza addominale, attività fisica e comorbilità aggiungono informazioni importanti.

Cuore, rene e fegato

La combinazione di questi fattori può accompagnarsi a diabete di tipo 2, malattia cardiovascolare aterosclerotica, malattia renale cronica e steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD). Per questo la valutazione può comprendere glicemia o HbA1c, profilo lipidico, funzione renale e, secondo indicazione clinica, albuminuria e accertamenti epatici.

Come ridurre il rischio

Un’alimentazione equilibrata, attività fisica adattata alla persona, sonno adeguato, astensione dal fumo e riduzione dell’eccesso ponderale possono migliorare diversi componenti della sindrome. La terapia farmacologica è indirizzata alle condizioni effettivamente presenti, come ipertensione, dislipidemia, diabete o obesità, secondo rischio globale e indicazioni specifiche. Non esiste una singola terapia farmacologica valida per tutta la sindrome metabolica.

Approfondimenti e riferimenti

Malattie metaboliche e diabete; Rischio cardiovascolare e prevenzione; Alberti KGMM et al. Harmonizing the metabolic syndrome. Circulation. 2009;120:1640–1645. DOI. ADA — Standards of Care in Diabetes.

Articolo divulgativo, ottobre 2026. Non sostituisce una valutazione medica individuale.