MEDICINA CARDIOVASCOLARE · ARTICOLO DIVULGATIVO

Malattie coronariche

Capire l’aterosclerosi, riconoscere i sintomi, scegliere la prevenzione.

Quando le arterie del cuore si ammalano

Le arterie coronarie portano ossigeno al muscolo cardiaco. La malattia coronarica nasce più spesso dall’aterosclerosi, un processo complesso in cui lipidi, cellule infiammatorie e tessuto fibroso si accumulano nella parete arteriosa. Non è soltanto una questione di restringimento: alcune placche possono diventare instabili e favorire la formazione improvvisa di un trombo.

Angina e infarto: due situazioni differenti

Il dolore o la pressione al torace, soprattutto durante uno sforzo, possono segnalare una riduzione dell’apporto di sangue al cuore. Nelle sindromi coronariche acute i sintomi possono comparire a riposo o cambiare rapidamente. Dispnea, sudorazione, nausea e malessere possono accompagnare o talvolta sostituire il dolore toracico, in particolare nelle persone anziane e con diabete.

Come si arriva alla diagnosi

La valutazione parte dai sintomi, dall’esame clinico e dalla probabilità di malattia. In caso di sospetta sindrome coronarica acuta sono fondamentali l’elettrocardiogramma e la troponina cardiaca ad alta sensibilità. Nei quadri stabili, secondo il profilo del paziente, possono essere appropriate la TC coronarica o indagini funzionali per la ricerca di ischemia. La coronarografia invasiva è indicata in situazioni selezionate.

Prevenire significa agire su più fattori

La prevenzione comprende l’astensione dal fumo, il controllo della pressione arteriosa, dei lipidi e del diabete, l’attività fisica adattata alla condizione clinica, l’alimentazione equilibrata e l’aderenza ai trattamenti indicati. Dopo un evento coronarico, riabilitazione cardiologica e prevenzione secondaria sono parte integrante della cura.

La terapia non è uguale per tutti

Farmaci antianginosi, ipolipemizzanti, antiaggreganti e procedure di rivascolarizzazione hanno ruoli diversi a seconda del quadro clinico. Una stenosi visibile non implica automaticamente la necessità di uno stent: contano sintomi, rischio, anatomia coronarica, ischemia documentata e decisione condivisa. Nei quadri acuti la tempestività è invece essenziale.

Per approfondire

Documenti di riferimento: ESC 2024 — sindromi coronariche croniche e ESC 2023 — sindromi coronariche acute.

Testo divulgativo in revisione editoriale, ottobre 2026. Non sostituisce una valutazione medica individuale.