MEDICINA CARDIOVASCOLARE · PREVENZIONE

Ipertensione arteriosa

Comprendere la pressione elevata, misurarla correttamente e proteggere cuore, cervello e reni.

Perché la pressione arteriosa conta

L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio modificabili per ictus, infarto, scompenso cardiaco e malattia renale cronica. Spesso non provoca sintomi: per questo la misurazione periodica è più affidabile della percezione soggettiva di stare bene. Il rischio cardiovascolare cresce progressivamente con i valori pressori e dipende anche da età, diabete, fumo, lipidi e funzione renale.

Come interpretare i valori

Le linee guida ESC 2024 definiscono nell’adulto l’ipertensione in ambulatorio a partire da una pressione sistolica di 140 mmHg o diastolica di 90 mmHg; introducono inoltre la categoria della pressione elevata, con valori sistolici 120–139 mmHg o diastolici 70–89 mmHg. Le soglie diagnostiche dipendono anche dalla modalità di misurazione: per il domicilio si considera generalmente una media di almeno 135/85 mmHg come indicativa di ipertensione. Un singolo valore non basta normalmente per formulare la diagnosi.

La misurazione è parte della diagnosi

Usare preferibilmente un misuratore automatico validato da braccio e un manicotto adeguato. Sedersi con schiena e braccio sostenuti, piedi a terra e riposare cinque minuti prima della rilevazione. Effettuare più letture e annotare data, ora e valori. La misurazione domiciliare o il monitoraggio delle 24 ore possono identificare l’effetto camice bianco e l’ipertensione mascherata.

Leggi la guida pratica alla misurazione della pressione →

Non esiste un rischio uguale per tutti

La valutazione clinica considera la presenza di danno d’organo, malattie cardiovascolari, albuminuria, insufficienza renale e altri fattori di rischio. In casi selezionati occorre indagare possibili cause secondarie di ipertensione, soprattutto in presenza di esordio precoce, valori resistenti al trattamento o indizi clinici specifici.

Stile di vita e trattamento

Ridurre l’eccesso di sale, seguire un’alimentazione equilibrata, svolgere attività fisica regolare, limitare l’alcol, evitare il fumo e correggere il sovrappeso contribuiscono al controllo pressorio. Quando il rischio e i valori lo richiedono, si associano farmaci antipertensivi, spesso in combinazione. La scelta dipende dalle comorbilità, dalla tollerabilità e dalle eventuali controindicazioni. Le linee guida ESC 2024 propongono, per molti adulti in trattamento e se ben tollerato, un obiettivo sistolico di 120–129 mmHg; negli anziani fragili, nei pazienti con ipotensione ortostatica o con scarsa tolleranza è necessaria una personalizzazione.

Il controllo nel tempo

Il successo della cura non dipende soltanto dal valore misurato durante una visita, ma dalla stabilità del controllo pressorio, dall’aderenza terapeutica e dalla prevenzione delle complicanze. Rivalutazioni periodiche permettono di adattare gli obiettivi alle condizioni della persona.

Riferimenti

ESC 2024 — Elevated Blood Pressure and Hypertension; American Heart Association — Misurazione domiciliare.

Articolo divulgativo, ottobre 2026. Non sostituisce la valutazione medica individuale.