
Il decimo cerchio. Appunti per una storia della disabilità
Laterza, 2011 · ISBN 9788842096559
Esiste un decimo cerchio nell’Inferno di Dante, un luogo che il poeta non ha descritto perché appartiene al mondo dei vivi: è quello nel quale, per secoli, sono state confinate le persone con disabilità, attraverso l’emarginazione, la discriminazione e la negazione della loro dignità.
Partendo da questa metafora, Il decimo cerchio ripercorre la storia della disabilità dall’antichità alla società contemporanea, intrecciando medicina, filosofia, religione, letteratura e storia sociale.
Il volume ricostruisce l’evoluzione degli atteggiamenti culturali nei confronti della diversità, mostrando come le condizioni delle persone con disabilità siano state profondamente influenzate dalle credenze religiose, dalle concezioni filosofiche, dalle conoscenze mediche e dall’organizzazione delle istituzioni.
Dall’esclusione nel mondo antico alle forme di assistenza sviluppatesi nei secoli successivi, fino alle trasformazioni sociali e scientifiche dell’età moderna e contemporanea, emerge un percorso complesso, segnato da contraddizioni, sofferenze e progressivi riconoscimenti.
Particolare attenzione è dedicata alla conquista dei diritti, al superamento delle istituzioni segreganti e alla progressiva affermazione di una concezione della disabilità fondata sulla dignità della persona e sulla partecipazione alla vita sociale.
La storia della disabilità diventa così uno strumento per interrogare la stessa idea di normalità e per comprendere come una società giudichi, accolga oppure respinga chi non corrisponde ai suoi modelli dominanti.
Un’opera che invita a riconoscere nella diversità non una diminuzione del valore umano, ma una dimensione dell’esistenza che interpella la medicina, la cultura e la coscienza collettiva.